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San Bartolomeo di Salò tra ulivi, miele e zafferano

Fai che il tuo cuore sia come un lago. Con una superficie calma e silenziosa. E una profondità colma di gentilezza
Lao Tzuh

La strada che porta a San Bartolomeo di Salò sale e ti stringe come a voler nascondere e proteggere le sue bellezze. Non vi fate intimorire, ma proseguite a bordo del camper con rispetto e scoprirete una Salò poco conosciuta, un angolino meraviglioso avvolto dal silenzio della natura. E quando comincia la salita, comincia anche un panorama mozzafiato. Perche il lago di Garda dall’alto ha qualcosa di magico, in tutta la sua profondità.

Lago di Garda e Rocca di Manerba, Salò

San Bartolomeo di Salò è una frazione di circa 13 anime. Non c’è praticamente niente, e come al solito dove non c’è niente arrivano parecchi camper di olandesi e tedeschi. Non si capisce come mai loro riescano spesso a scoprire certi angolini prima di noi (con noi intendo noi italiani). Noi 5 invece siamo arrivati fin quassù per andare a trovare Silvia e Nicola. Una coppia di amici che ha creato con forza, determinazione e passione l’azienda agricola Beezen; si produce olio, miele e zafferano. Tutto buonissimo e condito da un ingrediente segreto, tanto amore per quello che fanno.

Grazie a loro oltre a visitare l’azienda, abbiamo scoperto un luogo nascosto ai più da cui poter ammirare il lago di Garda e tutte le sue meraviglie. Guardare da lontano spesso aiuta ad apprezzare ancora di più anche un lago così bello.

Abbiamo camminato tra gli ulivi di Beezen e i loro orti per raggiungere poco più in alto le arnie (ovvero i ricoveri artificiali, dove vivono le colonie di api domestiche). Silvia ci ha raccontato quella che è la vita delle api. Per esempio abbiamo scoperto che d’inverno vivono a lungo, mentre d’estate per loro la vita è fatta di un solo mese di duro lavoro. Un mondo davvero affascinante quello delle api, per noi, ma anche per i bambini. Le mie pargole ascoltavano attentissime. Beezen è anche alberi di mele, due coltivazioni di zafferano, un orto da fare invidia e poi tanto verde e silenzio. Insomma un sogno.

Sosta.

Per fermarsi con il camper ci sono diversi punti sosta immersi nel verde, che abbiamo provveduto a segnalare e indicare su Park4night (avete questa app, vero?), visto che fino a questo momento non era indicato niente.

Sicuramente potrebbe essere un’ottima idea creare un’area sosta. Come abbiamo visto – ad esempio a Vaghezza – bastano pochi stalli e poco spazio per creare un’area sosta e portare il turismo dei camper in luoghi a volte dimenticati, a volte sconosciuti ai più. I pochi stalli, inoltre, eviterebbero l’arrivo in massa in un luogo che merita di preservare la sua bellezza e il suo silenzio.

Dopo un risveglio nel silenzio della natura, un risveglio decisamente rigenerante, siamo usciti con calma dal nostro covo lasciandoci coccolare dai caldi raggi di sole. Rispetto al giorno prima dove ci aveva fatto compagnia la tipica pioggerellina autunnale e i suoi 15 gradi, questa giornata ci accoglie con un gran caldo e infatti si torna alle mezze maniche. Così ci siamo goduti un po’ di meritato relax e le bambine si sono rilassate dilettandosi nella pratica più diffusa in camper: il disegno.

A fine mattinata siamo ripartiti con Stella e ci siamo spostati fino a raggiungere la nostra meta successiva: l’agriturismo “Il Rudere”. Si trova a circa 2 km da San Bartolomeo di Salò, nella frazione di Serniga. La strada per raggiungere il ristorante è un po’ sconnessa e per entrare bisogna seguire una curva a gomito molto stretta. Però con un po’ di accortezza si entra senza problemi. Comunque circa 100 metri prima si trova un punto sosta dove si può parcheggiare e anche pernottare. E da cui è possibile raggiungere l’agriturismo a piedi. Anche al Rudere non manca certo la magia di una vista da paura.

E insieme agli occhi, anche il palato ci guadagna. Una cucina speciale nella sua semplicità. Credevo che non sarei riuscita a lasciare andar via il piatto di affettati, ma soprattutto la mia gola mi impediva di abbandonare quel meraviglioso salame fatto da loro, che si scioglieva in bocca.

Poi abbiamo proseguito con un classico bresciano, lo spiedo. Se non lo avete mai assaggiato non posso spiegarvelo così in due righe, ma dovrò – anzi ve lo farò fare dal capitano della ciurma -, raccontarvi questa specialità in un altro articolo dedicato. Perché dietro a quello che sembra un semplice spiedo bresciano c’è un mondo.

Dopo il pranzo una bella corsa nel prato, qualche salto sugli elastici, oppure una bella sfida a ping pong per digerire. Quei momenti in cui i grandi tornano bambini e i bambini danno il meglio di sè. E poi non può mancare un saluto alle caprette e al caprone, decisamente inquietante in tutta la sua maestosità tra il pelo arricciato e due corna molto importanti.

E anche questa volta siamo tornati a casa portando nel cuore una nuova avventura e nuovi luoghi pieni di vita e colore.

Se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo con i vostri amici camperisti e non! E se capitate da queste parti, ovviamente, raccontateci la vostra esperienza!

È la vita, bellezza, alla prossima avventura e buoni km!

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