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Grecia in camper: le “dita” del Peloponneso

Agli uomini non è concesso d’essere del tutto felici,
ma possono pregare d’averne parte

La cosa più bella, Saffo

Lasciata la parte alta della Grecia, il nostro viaggio (che vi abbiamo raccontato qua con la mappa di tutte le tappe) è proseguito per il Peloponneso. Siamo scesi quindi verso Patrasso e per raggiungerla siamo passati sopra il famoso ponte di Rion-Antirion, che attraversa il golfo di Corinto. Soprannominato il ponte di Poseidone, collega appunto Antirion nella Grecia continentale a Rion nel Peloponneso, e con i suoi 2.883 metri è il ponte sospeso più lungo del mondo.

Ponte Rion-Antirion, Peloponneso (Patrasso)

Scesi dal ponte, che costa la modica cifra di 13,50 euro, quindi vi consigliamo di godervelo tutto e di passare assaporando un metro dopo l’altro senza fretta, abbiamo fatto la prima sosta a Elverano. Un luogo, trovato grazie a park4night. Niente di particolare, ma ottimo per la sosta. Un bar sulla spiaggia, due o tre camper parcheggiati e attraversata la strada non poteva mancare la taverna, dove ci siamo fermati a pranzo visto che l’ora era quella giusta: le due e mezzo! Non siamo fissati sugli orari in generale, ma durante questa vacanza diciamo che abbiamo proprio abbandonato gli orologi. E le nostre bambine con noi. Seguivamo il sole e lasciavamo il mare quando lui andava a dormire.

🚐 Se siete in zona e volete fermarvi a fare una sosta, giorno o notte, ve la consigliamo, consumando il pasto si può restare tranquillamente a dormire. Pranzo discreto, ma niente di speciale.

Spiaggia di Kalo Nero, Peloponneso

Ripartiamo verso la nostra prima meta nel Peloponneso: Kalo Nero. Una bellissima spiaggia conosciuta anche come la spiaggia delle tartarughe. Qua infatti, come ci hanno spiegato i volontari che si occupano di loro e dei nidi, da maggio fino ad agosto di notte tartarughe sugli 80 kg arrivano a deporre le uova, che si schiudono dopo circa due mesi. I volontari, passano ogni mattina verso le 6 sulla spiaggia prima che le impronte vengano cancellate e dove viene deposto il nido mettono una rete di ferro a buchi grossi e lo transennano con bastoncini e del nastro. Scrivono la data e controllano ogni giorno quando si schiudono.

I nidi di tartarughe a Kalo Nero, Peloponneso

Siamo arrivati a destinazione a sera, e nonostante l’oscurità abbiamo subito intuito che non eravamo i soli ad aver avuto l’idea di venire. Siamo comunque riusciti a parcheggiare in seconda fila dietro a un camper di gentilissimi tedeschi. La mattina dopo quando il parcheggio si è liberato ci siamo spostati fronte mare.

Kalo Nero, Peloponneso

La spiaggia è bella e nonostante i tanti camper è quasi vuota e molto selvaggia. Unica nota per i bimbi piccoli il mare è subito profondo già a riva. Noi siamo rimasti fino a sera con l’obiettivo di incontrare le tartarughe. Ma un piacevole “contrattempo” ci ha impedito di vedere la schiusa. Ovvero un’improvvisata cena in paese con dei vicini di camper, e un servizio molto lento che ci ha fatto rientrare tardi. Però il viaggio è anche questo: incontri, chiaccherate con persone mai viste, bambini che giocano insieme dal niente. E dopo un’ora dire “che ne dite se ceniamo tutti insieme?”. Quindi nonostante il dispiacere per le tartarughe è stato bello. Comunque torneremo presto a trovarle.

Kalo Nero, Peloponneso

🚐 Sosta e servizi. Si può stare parcheggiati fronte mare senza problemi, ovviamente sempre con un certo rispetto, ovvero non si può campeggiare o aprire il tendalino. Nessun servizio, ma è possibile usare le docce del bar accanto sulla spiaggia. Inoltre al cimitero lì vicino se avete un annaffiatoio o altro di simile, è possibile fare acqua.

👉Nota: per chi fosse interessato, in fondo alla via c’e il casottino dei volontari, lì potete trovare tutte le info in merito alle tartarughe. Di solito la schiusa è di sera e i volontari passano verso le 21 ad avvertire chi fosse interessato ad andare a vedere le tartarughe appena nate.

La mattina dopo siamo ripartiti verso una delle spiagge più belle della Grecia: la “piscina” naturale di Voidokilia. La strada per raggiungere la spiaggia non è molto larga, noi non abbiamo avuto problemi, però con un mezzo oltre i 6 metri si deve andare cauti, perché circa 200 metri prima di arrivare la strada si restringe e soprattutto ricordatevi di attraversare molto piano il ponticello prima di entrare (ed uscire) nel parcheggio, perché è facile toccare sotto. A noi è andata bene, ma ad altri non molto.

Spiaggia di Voidokilia, Peloponneso

Lasciato il camper si attraversano le dune e si arriva in una meravigliosa mezzaluna, racchiusa e protetta da scogli. Mare basso ideale per i bambini. Colore cristallino, il venticello che ti accarezza i capelli. Un paradiso, soprattutto nel tardo pomeriggio quando la spiaggia inizia a svuotarsi. Anche se devo dire che per essere arrivati in una delle spiagge più conosciute della Grecia in pieno agosto era assolutamente vivibile.

Voidokilia, Peloponneso

🚐 Sosta e servizi. Nel parcheggio si può stare durante il giorno, mentre la notte è – o sarebbe – vietato. Alcuni camper rimanevano lì, ma noi abbiamo preferito spostarci. Abbiamo trascorso la notte nel parcheggio di una taverna, che ci aveva indicato la famiglia di camperisti conosciuta a Kalo Nero. Grigoris taverna (come potete vedere sulla cartina qui) è sul mare, si trova a pochi chilometri da Voidokilia ed è facilmente raggiungibile anche di sera. Per restare a dormire nel parcheggio è necessario “sacrificarsi” e cenare da loro. Così dopo l’ennesima cena fuori, siamo andati a dormire soddisfatti.

Il nostro viaggio è proseguito in direzione Metoni. Un altro luogo, nominato spesso dai veterani della Grecia. Per noi è stata un po’ una delusione, aldilà del fatto che l’unico campeggio presente era pieno, e avevamo bisogno di caricare e scaricare. Non saremmo rimasti comunque. La spiaggia di fronte al campeggio era completamente mangiata dal mare e praticamente inesistente sarà stata larga forse due metri. Non lo so forse lo avevamo immaginato diverso vedendolo in foto. Due cose però molto belle da segnalare: l’isola di Sapienza che si raggiunge in pochi minuti di barca, dove non c’è niente quindi ricordate di portare acqua e cibo. E poi merita la visita anche il castello di Metoni.

Abbiamo così proseguito fino a Finikounda. E ci siamo fermati al camping Loutsa. Molto carino, piazzole di una grandezza giusta. Essendo agosto era pieno e abbiamo preso l’ultimo posto disponibile. Però devo dire anche in questo caso, non abbiamo mai fatto una coda per la doccia o altri disservizi dovuti alla tanta gente.

🚐 Sosta e servizi. Il campeggio (disponibile lavatrice a gettoni) si trova proprio davanti alla spiaggia e in più uscendo, sulla sinistra guardando il mare, c’è una taverna in cui si è mangiato davvero bene, direi una delle più caratteristiche in cui ci siamo fermati. Infatti abbiamo cenato lì ogni sera. Il ristorante del campeggio invece non lo abbiamo provato, se non per un dakos da asporto molto buono.

Dovevamo restare una notte, forse due, ma sono diventate tre. Noi siamo così quando stiamo bene ci dispiace lasciare. Ma poi ci torna il friggicorio di quello che ancora dobbiamo scoprire. E quindi ci rimettiamo in moto e via verso Mystras.

Tappa stupenda, un luogo in cui vi consiglio assolutamente di andare, anche con i bambini è fattibile e salite al castello perché ne vale la pena, ma ve ne parlerò in modo più approfondito nell’articolo sui siti archeologici da noi visitati in Grecia.

Dopo la notte a Mystras, riprendiamo puntando verso il terzo dito e saltando con dispiacere il Mani, ma purtroppo a qualcosa bisogna rinunciare. La meta principale era l’isola di Elafonissos. Ne avevamo sentito parlare così tanto, che non potevamo non andarci. Ormai poi eravamo lì a pochi chilometri. Però prima, complice anche un incendio che ha bruciato parte dell’isola per due giorni, abbiamo deciso di fermarci a vedere un posto di cui ci aveva parlato una camperista incontrata a Kalo Nero, una vera e propria guida umana della Grecia, credo conoscesse ogni angolo più segreto. Questo posto me l’aveva bisbigliato prima di salutarci, “Vi piacerà, è un luogo speciale”. Sarà che io vado molto a istinto, sarà che la signora mi ispirava fiducia. Ma abbiamo deciso di andare a vedere.

La spiaggia si trova vicino ad Asopos, un paese sulla costa ovest del terzo dito. Per arrivare si attraversa una meravigliosa distesa di ulivi. Un’infinità. Entrando nel parcheggio non ci siamo trovati davanti chissà quale paesaggio. Ma abbiamo comunque proseguito e cercato un posto dove lasciare Stella. Una cosa che ci ha colpito è che erano tutti greci, gli stranieri si contavano sulle dita di una mano. Era già un punto a favore. Poco turismo, più vita vera. Parcheggiamo, o meglio ci incastriamo perfettamente, in mezzo agli alberi, vista mare.

🚐 Sosta e servizi. Si può stare nel parcheggio della taverna, la sosta è gratuita, è richiesta non in modo esplicito, ma per tacita gentilezza, consumare almeno un pasto presso la taverna. Sulla spiaggia ci sono le docce libere, però non si può usare il sapone.

Forse non riuscirò a spiegarvi a parole come mai sia un posto così speciale, forse sono quei luoghi che si deve toccare per capire. Si deve respirare quell’aria, quei profumi. Assaporare tutti i suoi colori, quel mare cristallino. Una spiaggia di sabbia e piccoli sassi e un fondale con così tanti pesci da non sembrare vero. Matilde e il papà si sono tolti la maschera solo per mangiare. Un tramonto dipinto con davanti il Mani. Doccia in spiaggia e cena in taverna. Accanto al camper e davanti al mare. Una frittura di pesciolini – da noi si chiamano crognoli – che non mangiavo dai tempi di mia nonna. Tutto pesce fresco. Insomma cosa potevamo volere di più? Elanofissos. E quindi, nonostante una vocina dentro dicesse sia a me che a Gianlu che ci saremo pentiti di lasciare tutto ciò, la mattina dopo siamo ripartiti e abbiamo traghettato.

La traversata dura più o meno dieci minuti. Appena sbarcati ci siamo diretti verso il campeggio Simos, sull’isola infatti è vietata la sosta libera e si può sostare solo nel campeggio, gestito dal sindaco.

Elafonissos è bella, non c’e dubbio. Il mare è meraviglioso, di un azzurro che sembra photoshoppato. Ma tutto il resto non rientra nei nostri canoni di vacanza. Sicuramente il periodo, ovvero agosto, non ci ha aiutato, ma anche la forte disorganizzazione presente in campeggio.

Sosta nel campeggio Simos

Arrivati ci hanno fatto mettere nel parcheggio in attesa che si liberasse un posto. Parcheggio sulla ghiaia e completamente al sole. Però si paga lo stesso prezzo di una piazzola vera. I servizi, tenuti male e docce fredde. Il carico/scarico in salita, è stata una vera impresa riuscire a raggiungere il tombino. Infine è stato l’unico posto a non rilasciarci la ricevuta. Mi spiace, ma decisamente bocciato. Siamo una famiglia che si adatta quasi a tutto, e credo che si capisca, ma se devo pagare e ricevere un simile trattamento non va bene.

La cosa purtroppo per i nostri gusti non è migliorata raggiungendo il mare. Spiaggia bella e anche grande, ma super affollata con tendoni di ragazzi per i primi 500 metri, musica a tutto volume, metri, metri e metri prima di raggiungere un angolo libero per mettere l’ombrellone. Insomma diciamo che il gioco per noi non è valso la candela. Sicuramente andando in un altro periodo deve essere meraviglioso (campeggio a parte), ma in agosto e con bambini ve la sconsigliamo assolutamente. Abbiamo decisamente rimpianto Asopos.

Viglafia, Peloponneso
La spiaggia di Viglafia
La spiaggia vista dal traghetto

Una notte è stata abbastanza per decidere di ripartire. Abbiamo traghettato e ci siamo fermati a Viglafia. Una spiaggia enorme, stesso mare meraviglioso di Elafonissos e non c’era praticamente nessuno. I misteri di certi luoghi. Abbiamo trascorso una splendida giornata in compagnia di una famiglia di greci. Giocato, riposato e rilassati. Insomma altri ritmi, altre emozioni. Quelle che piacciono a noi. E la sera poteva mancare una cenetta alla taverna Oasi da Andreas, pesce buonissimo, e lo stesso i tipici piatti greci. Menzione d’onore per le polpette di melanzane fritte, spettacolari!

🚐 Sosta e servizi. Parcheggio della taverna Oasi, che sembra quasi una rustica area camper, ma a costo zero. Unica richiesta, consumare alla taverna. Sono presenti le docce e si può usare il sapone. Una buona alternativa per chi non volesse traghettare e dormire a Elafonissos è restare a dormire qua e traghettare in giornata senza mezzo.

La mattina dopo siamo ripartiti per tornare nel nostro piccolo paradiso, dove siamo rimasti tre notti: Asopos. Dopo aver fatto amicizia con una famiglia di bolzanini e una famiglia di Arezzo e aver cenato tutti insieme. Aver fermato il tempo, tra bagni fino a tarda sera, risate, incontri belli – quelli di quando viaggi -, tramonti spettacolari e aver scelto questo luogo per festeggiare il nostro undicesimo anniversario, abbiamo lasciato questo gioiello, portandoci dietro dei ricordi stupendi e lasciando lì un pezzetto di cuore, che in un tempo non troppo lontano torneremo a prendere.

Dopo questa sosta più lunga del previsto abbiamo dovuto rinunciare a Monemvasia – che vi consigliamo però di andare a vedere – e abbiamo così raggiunto la nostra ultima tappa, il sito archeologico di Micene, di cui vi racconterò nell’articolo sui siti archeologici .

Poi ci siamo sparati una delle nostre deliranti tirate di 500 km, abbiamo salutato il Peloponneso e la sera eravamo di nuovo a Plataria, dove tutto era cominciato 22 giorni prima. Un’ultima cena, un ultimo calamaro fritto, un’ultima passeggiata per salutare tra risate e malinconia questo mare e questa terra che ci hanno accolti facendoci sentire a casa. E poi la nave e i saluti di rito. Come tutte le cose belle, anche questa è giunta alla fine, ma è solo un arrivederci. La Grecia ci ha letteralmente rapito e torneremo presto.

È la vita, bellezza! E per ogni avventura che finisce ce n’è una lì già pronta a nascere.

Quindi appuntamento alla prossima!

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6 commenti

    • Claire1417

      Ciao Antonio! I prezzi delle taverne sono molto bassi, più o meno abbiamo speso una media di 40 euro a pasto in 4, mangiando tanto e alzandoci sempre decisamente pieni! È il paradiso 😅 se andrete fatemi sapere poi come vi siete trovati!🤗

  • anna

    Che peccato leggere quelle cose su Elafonissos – tra i luoghi del Peloponneso che non ho visitato è uno di quelli che desidero tanto visitare. Magari non andandoci ad agosto la situazione potrebbe essere meglio.

    • Claire1417

      Ciao Anna, si anche per noi è stata una triste delusione! 😢 Però credo che in un periodo diverso da agosto sia sicuramente un luogo più vivibile e che lasci un segno molto differente! Se andrete fatemi sapere mi farebbe piacere! Buoni km! 🤗

  • Andrea Collecchia

    Ciao, non ho capito bene il luogo della spiaggia vicino alla città di Asopos, quella toccata prima di arrivare a Elofonisos. Leggo che avete trovato un’incantevole spiaggia con persone locali ma non riesco a capire da Asopos la direzione per arrivarci. Grazie per info più dettagliate. Complimenti per il sito, molto ben curato. A presto.

    • Claire1417

      Ciao Andrea, diciamo che è un luogo magico, che porto nel cuore e che dico solo a chi davvero interessa e mi chiede 😊. È la spiaggia di Bosa beach. Se non la trovi scrivimi ancora che ti mando screenshot. ciao e grazie! Siamo contenti che i nostri articoli possano essere utili! Buon viaggio!

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