Viaggi

Cap Corse, il giro del dito da Santa Severa a Centuri

In Corsica le forme della natura sono spesso sontuose e intatte, qualche volta vergini come il primo mattino del mondo.

Robert Colonna d’Istria

A nord la Corsica si allunga con fascino ed eleganza in quello che viene comunemente chiamato il dito. Ma più precisamente chiamato Cap Corse. Un pezzo di terra impervio, ma colmo di vegetazione, fatto di strade a picco sul mare e panorami mozzafiato. Porticcioli e coste frastagliate, paesi arroccati sulle montagne e piccole calette. Fotografia di una Corsica selvaggia, la vera Corsica, la più bella per me.

Strada Cap Corse Centuri

Cap Corse rappresenta qualcosa di unico, meta desiderata da molti camperisti. Tanti si lasciano tentare, altri preferiscono non rischiare. Si, perché le strade in questa parte di isola sono particolarmente strette, senza protezioni o guardrail, ma con bassi muretti a protezione della parte esterna, che percorrendolo in senso antiorario, è a picco sul mare. Detto così sembra terrificante, in realtà è sicuramente una strada impegnativa, ma fattibile se fatta con attenzione. Considerato che viene percorsa anche dai camion.

Diciamo che Cap Corse sa come far emozionare i suoi visitatori, soprattutto i camperisti. D’altra parte però per scoprire luoghi unici è necessaria un po’ di fatica e qualche brivido. E attraversare il dito è proprio questo. Ma i brividi non sono solo per il sudore freddo alla guida, ma anche per lo spettacolo unico che ci si trova davanti.

Il nostro giro del dito, a bordo di Sven, inizia con una prima tappa a Santa Severa. Sbarcati dal traghetto alle 23.30, invece di fermarci a dormire come facciamo sempre nel parcheggio di Saint Nicholas a Bastia, questa volta abbiamo deciso di metterci subito in marcia verso il paese. La strada della costa est è abbastanza agevole ma l’oscurità e la guida “sportiva” dei corsi ci hanno fatto pentire presto della nostra scelta, ma ormai eravamo in ballo e abbiamo ballato fino alla meta.

La spiaggia di Santa Severa, Cap Corse dito
Spiaggia di Santa Severa

Santa Severa è un piccolo paese che si affaccia sulla costa est. È uno di quei luoghi che spesso si incontrano in terra corsa poco conosciuti e poco battuti dal turismo. Un porticciolo, la sua spiaggia di sassi quasi deserta anche in pieno agosto.

Poche case. Qualche ristorantino lungo mare. Un semplice, ma caratteristico, localino dove poter fare degli spettacolari aperitivi con nuggets e buonissimi cocktail ammirando il sole che si tuffa in mare. Insomma non manca niente.

Sosta.

A Santa Severa abbiamo dormito al camping Santa Marina. È l’unico campeggio presente e attraversata la strada c’e il mare e la spiaggia. Il campeggio è immerso nel verde, in tipico stile corso, molto essenziale e spartano, un piccolo bar e un blocco servizi, non manca il camper service. Inoltre se all’arrivo il campeggio fosse chiuso è possibile fermarsi a dormire, come abbiamo fatto noi la prima sera, accanto al cancello d’ingresso.

Centuri.

Ripartiamo il giorno successivo in direzione Macinaggio, vorremmo sostare al camping U Stazzu per poi raggiungere la famosa spiaggia di Tamarone percorrendo il sentiero in bicicletta, ma purtroppo il campeggio non accetta cani ed essendo noi in compagnia della nostra piccola Margot, ci vediamo costretti a cercare un altro posto, continuiamo quindi a percorrere la strada litoranea e ci fermiamo a goderci la meravigliosa vista che si gode dal punto panoramico più settetrionale dove più in basso si vede la punta della Giraglia dove pare si possa arrivare in camper.

Ripartiamo percorrendo la strada a picco sul mare. Un paesaggio da cartolina. Ma una cartolina che si apprezza davvero solo a occhio nudo. Dopo qualche chilometro raggiungiamo il pittoresco comune di Centuri, famoso per essere il secondo porto francese per la pesca all’aragosta. Vi consigliamo un aperitivo al tramonto nella bellissima piazza del porticciolo, un posto unico nel suo genere.

Centuri, come tutta Cap Corse è vero e proprio fascino. I colori, certe sfumature, cose che solo la natura sa regalare. Paesini spersi nel nulla, eppure così affascinanti. Credo che nessuna parola possa raccontare fino in fondo tutto questo. Forse qualche foto, ma non ti avvolgerà quel profumo, quei sapori che si respirano viaggiando tra le sperdute strade corse.

👉N.B. Per entrare a Centuri la strada è abbastanza stretta e in discesa, quindi se avete camper grandi vi consigliamo di entrare dalla strada dopo il paese.

Sosta.

A Centuri abbiamo dormito al camping Isulottu. Un campeggio abbastanza spartano in stile corso, immerso nel verde.

Campeggio Isulottu Centuri Cap corse

Lasciato Centuri la strada si fa abbastanza interessante, passiamo sul lato ovest dove la strada risulta stretta e impegnativa anche per noi che viaggiamo su un camper da 5 metri di lunghezza e due di larghezza ma la fatica è ampiamente ripagata dagli splendidi e selvaggi panorami che si aprono davanti ai nostri occhi dietro ogni tornante, un susseguirsi di tonalità di blu e verde, zone incontaminate, dove la natura la fa ancora da padrona. In mezzo alle tante curve ci ritroviamo anche ad ammirare dall’alto la famosa spiaggia nera di Nonza praticamente deserta. Uno spettacolo della natura.


Il nostro giro prosegue poi verso Saint Florent dove la strada sempre abbastanza stretta presenta delle bellissime finestre sul mare e dei caratteristici cimiteri a picco sul mare. Per poi arrivare al deserto des agriates, un luogo unico, ma di questo vi parleremo nel prossimo articolo. Quindi continuate a seguirci e se vi abbiamo almeno un po’ incuriosito e un giorno andrete in Corsica, e volete gustare davvero il suo cuore, non potete perdervi il fascino del dito.

È la vita, bellezza! E noi abbiamo scelto di viaggiarla in camper. Viaggiare sognando o sognare viaggiando.

Appuntamento con la prossima avventura!

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